Ero convinta di conoscermi (poi ho iniziato a guardarmi dentro)


“L’osservazione senza valutazione è la massima forma di intelligenza umana.” — Jiddu Krishnamurti
Per anni ho camminato nel mondo sicura di sapere esattamente chi fossi (o quasi). Avevo le mie etichette, le mie abitudini e quelle risposte pronte che liquidavo con un semplice “sono fatta così”. Poi, attraverso la pratica prima della meditazione e più avanti della presenza, mi sono accorta che quella che chiamo “me stessa” era in realtà perlopiù un insieme di schemi rigidi che si attivano da soli. Mi vedevo reagire con automatismi che non avevo scelto, agendo quasi per riflesso, prima ancora di avere il tempo di capire cosa stava succedendo dentro di me.
La vera svolta non è cercare di cancellare questi lati – che sono il frutto di esperienze che sono state vissute e che hanno insegnato e cambiato qualcosa internamente -, ma conoscere realmente se stessi accettando che queste parti ferree non solo esistono ma possono essere anche modulate. È come passare dal subire un temporale al diventare il tecnico del suono che regola i volumi: il rumore c’è, ma possiamo imparare a scegliere quanto spazio deve occupare nella stanza e per quanto tempo. Non è un cambio che accade una volta per sempre, ma un ascolto che alleniamo ogni volta che decidiamo di osservare il nostro movimento interiore senza giudizio.
Quando riesci a osservare emozioni e pensieri come se fossero proiettati su uno schermo di fronte a te, accade qualcosa di molto reale. E piò sorgere spontanea una domanda: se io non sono quell’emozione, se non sono quel pensiero e non sono nemmeno questo corpo che sento contrarsi, allora chi sono? La risposta è: sei colei/colui che sta osservando. Molti dicono che questa/o “osservatore” sia la scintilla della nostra coscienza, che viaggia oltre lo spazio e il tempo, da sempre e per sempre. In termini più semplici: tu sei il regista che guarda la scena, non l’attore o l’attrice che recita la parte della rabbia o della paura.
Un piccolo esercizio
Voglio mettere in pratica con te quello ti ho raccontato.
Premessa. Spesso, quando proviamo a fare questi esercizi “a freddo”, il primo effetto è un senso di vuoto: può capitare di sentirsi quasi fuori posto, come se questo esercizio non facesse per noi. In realtà, è solo il segno che la nostra attenzione non è ancora abituata a posarsi su qualcosa di così sottile.
Ti invito a provare il più possibile durante la giornata, proprio come quando cerchi di tenerti a mente di bere un bicchiere d’acqua diverse volte al giorno per restare idratato/a.
- Prendi appuntamenti con te: Semplicemente, fermati un istante più volte nella giornata (puoi usare anche una sveglia per ricordarti). Fai almeno 3 respiri profondi e ascolta cosa c’è in questo momento, mentre cammini o mentre rispondi a un messaggio o ascolti qualcuno.
- Usa uno schermo immaginario: Proietta ciò che senti — un pensiero, un’urgenza, un fastidio — su uno schermo immaginario davanti a te. Guarda i pensieri, emozioni e sensazioni che si mostrano come se fossero immagini che scorrono. Nota come il corpo reagisce e resta lì come un osservatore o un’osservatrice curioso/a, senza giudicare e senza voler cambiare nulla (proprio come quando guardi un film sul divano).
- Prendi dimestichezza: Se lo fai con costanza, impari a conoscere i tuoi movimenti interiori. È un processo di allenamento e pazienza dove ogni istante di osservazione è un passo reale verso la tua libertà di scelta e verso il tuo benessere.
- Ripeti con fiducia: Fallo e rifallo. La prima volta sembrerà di non afferrare nulla, ma è proprio nell’osservazione continua che quel “muro” interiore inizia a diventare più trasparente e malleabile.
E alla fine riconoscerai esattamente, proprio nel momento in cui accade, cosa si muove dentro di te mentre parli con i tuoi genitori o figli, mentre stai lavorando o mentre stai mangiando.
Imparare a creare questo spazio tra chi sei e quello che si muove dentro di te, ti permette di non essere più vittima delle tue reazioni ma di diventare il comandante di te stessa/o. Significa scoprire che puoi sentire tutto senza esserne travolto/a, diventando finalmente tu stessa/o la guida consapevole del tuo mondo interiore.
Mentre sperimenti questo nuovo modo di osservarti, potresti sentire il bisogno di dare voce a quello che scopri o di chiedermi un chiarimento su un passaggio specifico: scrivimi pure rispondendo a questa mail, mi fa sempre piacere leggere le tue riflessioni e camminare un pezzetto di strada insieme.
“Tanta teoria nella mente, ma chi sei veramente?”
“Tanta teoria nella mente, ma chi sei veramente?” Passiamo anni a collezionare strumenti, workshop e libri, ma continuiamo a reagire nello stesso modo quando un genitore ci critica o un partner non ci capisce. La verità è che il sistema nervoso non cambia leggendo, ma sentendo. Finché la tua conoscenza resta nella testa, è solo un altro modo per non guardare quello che si muove davvero nel tuo corpo.
Fammi sapere come ti senti dopo la pratica
Oltre il Limite – Dialogo tra corpo e ascolto per alleggerire il carico
Sperimentare tutto questo da soli non è sempre immediato, per questo ho deciso di creare uno spazio dove possiamo farlo insieme. A giugno terrò un mini evento speciale gratuito online: un’occasione per allenare questa capacità di osservazione e imparare, finalmente, a abitare la nostra coscienza in modo nuovo.

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Con Amore,
Elisabetta
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